Il "fare male" opera attraverso 3 vie.
Io posso far male INCONSAPEVOLMENTE (via numero 1), succede, allora due condizioni si possono verificare, se scopro l'effetto che fanno le mie azioni ho due possibilità, o smetto perchè fanno male o continuo.
Questo dipende ovviamente da chi o cosa subisce l'effetto e da quanto ci importa di questo.
Poi si può far male CONSAPEVOLMENTE (via numero 2), che goduria...come ci si sente a sapere che si sta facendo male colpendo qualcuno proprio sui suoi punti deboli? Usando quello che si sa di lui contro di lui? Non ha prezzo la sensazione...per tutto il resto c'è Mastercard.
Anche in questo caso poi c'è la scelta tra continuare, una volta appreso che si è riusciti nel nostro intento e quindi perseverare...affondare il dito nella piaga, o smetterla...ma se si fa male volontariamente di solito questa seconda possibilità non viene mai considerata.
Può accadere anche che le due condizioni si incrocino (via numero 3), è una nuova variante, un ibrido: mi accorgo di aver fatto male con le mie azioni, senza volerlo...qualcuno sta male per me...e cosa faccio? Comincio a fargli male consapevolmente...
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13 Punti di vista:
Ottimo, dove c'è gusto non c'è perdenza?!
Mi verrebbe da pensare così, ma non lo so, poi, come la prenderei se qualcuno lo facesse a me! Mumble mumble...
Umm noto una bella vena di sadismo qui..."Mi accorgo di aver fatto male e cosa faccio?Inizio a fargli male consapevolmente"...Credo proprio che te carnefice abbia trovato la tua vittima...;)
@Maraptica: la perdenza ci sarà, ma mi piacerebbe sapere dove...
@Tintarella: riflettevo, io non agisco così di solito, (mi viene da aggiungere) purtroppo...
Mancano forse due altre opzioni:
1)fare male consapevolmente, ma a fin di bene.
2) fare bene consapevolmente, ma per castigare.
Ciao
Mmm il primo caso non lo condivido, il male è male, non si traduce mai in bene, se si vuol far bene allora si usano altri mezzi.
Così come un "castigo" ricevuto per avere del bene non avrà mai come origine il male, quindi non farà mai male allo stesso modo. :)
Non c'è niente di trascentale né di originale nelt uo comportamento. E' una forma di narcisismo.
Questo non è il "mio" comportamento. E' una riflessione sul comportamento altrui che ho avuto modo di osservare. Non troverai mai qualcosa di oggettivo su me, perchè è impossibile essere obiettivi su sè stessi.
Lungi da me voler esser "trascendentale" (queste menate le lascio a chi si crede saggio nel mondo).
E visto che non parlo di me non puoi sapere se io gestisco o meno il "far male" in maniera originale, quello lo lascio dire a chi mi conosce.
Idem per il narcisismo. Scrivo qua perchè certe cose non posso dirle apertamente a tutti, ma come tutti a volte mi servono consigli e pareri per capire meglio certe cose.
Se hai da dire qualcosa di costruttivo torna, se devi giudicare senza conoscermi cancella il link del mio blog.
Adios.
bel blog
sì, sì a me è capitato di mettere in atto tutte e tre le vie... ok... mi correggo:
...a me capita di mettereblablabla
Ammetto di aver sentito anche io una punta di soddisfazione quando ho fatto male intenzionalmente.
Però non ho mai perseverato.
Non è da me.
Non volevo giudicare nessuno, né farmi nessuna idea di una persona che non conosco leggendo un'unica cosa che ha scritto. Ho espresso un'opinione sulla possibile spiegazione di un simile comportamento, usando il tu in modo impersonale come hai fatto tu stessa. L'uso dell'aggettivo trascendentale (so come si scrive, è stato un errore di battitura, le virgolette non erano necessarie)era finalizzato ad esprimere la possibilità di una spiegazione logica senza eccessivi lambiccamenti.
Se hai interpretato in modo errato le mie parole, o io ho sbagliato ad esprimermi, o tu hai la coda di paglia :)
In entrambi i casi, non val la pena di scaldarsi.
Ciao :)
Emma io non mi scaldo, io rispondo secondo il momento...
Ho messo trascendentale tra virgolette non per correggerti (mi sono accorta ora di come l'avevi scritto pensa un po') ma perchè voleva proprio essere una riflessione "umana" la mia, che voleva descrivere le azioni che compiamo tutti i giorni...
Le cose che vanno al di là di questo non mi interessano e nemmeno ci perdo riflessioni perchè non ne sarei capace...
La puntualizzazione era d'obbligo.
Non ho la coda di paglia perchè come ho scritto prima sì ho fatto del male anche io, come tutti credo.
La verità è che parlavo di qualcosa in particolare che aveva fatto male a me e all'improvviso leggendo quel "tu" come riferito a me è stato come sentirmi offesa, accostata a qualcosa che non condividevo insomma.
E ho precisato, con la quota d' "affetto" (inteso come emozione) che mi aveva suscitato, che non ero io.
E' il mio caratter(accio)e! :)
Insomma, si è risolta l'incomprensione. Bene così! :)
Ciao!
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