lunedì 29 giugno 2009

L'amore è una sinapsi

Darwin affermava che il fine dell’evoluzione è la continuazione della specie, tra i vari meccanismi che la permettono c’è, come ben sapete, la riproduzione.
Quindi l’amore non dovrebbe esistere, è solo il risultato di una serie di reazioni chimiche tra due persone per far sì che si piacciano e sfornino un paio di discendenti.
E la continuazione della specie è garantita.
Ma allora perché cazzo l’amore fa così male?
Ci sono altre reazioni che interferiscono e creano un gran casino?
Io studio neuropsicologia perché voglio credere che ogni processo cognitivo che ci riguarda (quindi anche le emozioni) sia il risultato di una semplicissima reazione chimica, non l’ho mica scelto come “credo”, mi ci son trovata e mi ci son trovata bene.
Mi son chiesta perché, ebbene pensare che le emozioni e i sentimenti fossero qualcosa che non avesse una spiegazione fisica e che andassero fatti risalire a un “essere” che in fondo gioca con noi da quando nasciamo fino a quando moriamo non mi andava affatto.
Perciò meglio vedere tutto da un punto di vista biologico.
Meglio svilire e svuotare ogni sentimento di tutto ciò che non è spiegabile, hai visto mai che un giorno trovo la chiave giusta e riesco a trovare il modo di non stare più schifosamente per colpa di queste stramaledette emozioni.

7 Punti di vista:

Maraptica ha detto...

Se mai ci dovessi riuscire... voglio sapere il trucco! :*

liberoPensieRoberto ha detto...

Ho studiato a fondo le mie crisi epilettiche.
La gente che mi circonda è convinta che siano influenzate da fattori esterni, come stress, problemi personali, pensieri ecc…

Io so che, invece, è un fattore chimico/biologico.

Il mio mitico cervello ha una ghiandola piccola come un pisello (è inutile che ridete, non è il mio cervello piccolo come un pisello ma solo quella ghiandola) che non fa bene il suo lavoro, produce un po’ meno della sostanza tal dei tali, si eccitano i neurotrasmettitori Tizio e Caio, non avvengono le reazioni chimiche pinco e pallo, e finisce tutto con una bel blackout.

Temo, e dico temo, che ciò che alla nostra percezione giunge come “sentimento”, altro non sia che una serie di reazioni chimiche.
Certo, è una visione freddina della vita, dirà qualcuno, ma nessuno nega che queste reazioni chimiche siano bellissime o terribili.In buona sostanza, credo nei sentimenti (amore, odio) perché li provo come tutti, ma so che sono chimicamente determinati.

Quando una donna non ci sta e mi rifiuta, infatti, me ne vado sbuffando e penso “baaaah, a quella non gli funziona l’epifisi”.

Maraptica ha detto...

Io ho una visione più "romantica" della vita e, sinceramente, pensare che siamo solo il risultato di una reazione chimica...bhè, è terribile!
Mi spiego meglio: io so che tutto ciò che accade nella nostra testa è dato da reazioni chimiche, ma tali reazioni vengono innescate dal sentimento. Quindi, l'una è conseguenza dell'altra. Non sono cose scindibili. Il sentimento è forse, l'imput!

liberoPensieRoberto ha detto...

E' il sentimento che influisce sulla chimica del nostro corpo, o la chimica del nostro corpo influisce sui sentimenti?

E' la stessa questione di quando fai teatro: sai bene che per interpretare Riccardo III devi sentirti bastardo dentro, e allora ti verrà più facile essere anche deformato.
Ma sai anche che senza nessuna deformazione, ti sarà difficile immedesimarti nel perfido Re.

E' la postura che influisce sul carattere, o il carattere sulla postura?

Malex ha detto...

@Maraptica: ti "riconosco" più nel secondo commento, troppo accondiscendente eri! :-p

Saamaya ha detto...

"Fui chimico e, no, non mi volli sposare.
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
Son morto in un esperimento sbagliato
proprio come gli idioti che muoion d'amore. "
cantava De Andrè.

Ma non possiamo prevedere tutto, altrimenti le emozioni non avrebbero onde, sussulti nè calore.

Malex ha detto...

@Saamaya: è il disco su Spoon River vero? ^^
Non voglio prevedere nulla, solo trovarne il tasto off per quando è "troppo"...
@Maraptica: non è così terribile, forse per te lo è perchè ti sembra una visione impoverita, però per come la vedo io non è nè meglio nè peggio. Pensarla così non mi impedisce di continuare a sentire, ma preferisco svuotare alcune cose di un significato che obiettivamente non si vede, forse così le sopporterò meglio.