Ho sempre sperato esistesse qualcosa, una qualsiasi cosa che pareggiasse i conti, che mantenesse una sorta di equilibrio, questo non perchè io sia cattiva, perchè io voglia vendetta, ma semplicemente non trovo corretto "agire" sulle persone e fargli del male senza pensare alle conseguenze, come se fossero oggetti.
Deve esistere una giustizia per quello che facciamo (sì mi ci metto anche io, sì l'ho subito anche io il karma...non ho mai affermato di essere una santa, non lo sono affatto).
E soprattutto deve essere qualcosa che provochi le stesse sensazioni, gli stessi stati d'animo che le nostre azioni hanno provocato sugli altri, e non per una sorta di illuminazione che dovrebbe fargli capire cosa loro stessi hanno commesso (mai nessuno si rende conto che spesso quello che stanno passando è identico a quello che hanno fatto passare ad altri), ma semplicemente perchè siamo tutti simili, non dico identici, ma almeno simili...perchè quando agiamo e ci comportiamo in un certo modo e diamo agli altri la giustificazione di quello che abbiamo fatto, appellandoci a un loro modo di essere diverso dal nostro, ingestibile...beh stiamo dicendo un mucchio di ca##ate, perchè se ci trovassimo al loro posto saremmo esattamente come sono loro .
Ultimamente ne ho avute le prove, o comunque mi è piaciuto credere fosse così.
L'ultimo episodio è recentissimo...
Quando io sono arrivata a Trieste mi son ritrovata sola e dovevo arrangiarmi da me, alcuni di voi sanno come sono stati i miei primi tempi e sanno che li ho superati sola, avevo una specie di amica qua che appena sono arrivata ha fatto di tutto per evitarmi, quindi il mio unico punto di riferimento mi aveva dato il ben servito, non che volessi chissà che cosa, ma sapete qualche indicazione su strade e autobus, qualche altra sull'università e i dipartimenti, le stupidaggini che si chiedono a chi è del posto.
No Malex si è dovuta arrangiare.
Beh questa amica adesso si è trasferita, e ha raccontato un po' come sono stati i suoi primi giorni, beh non vi nego che mentre raccontava di come si fosse sentita spaesata, di come alcuni episodi, che se capitassero in una casa a noi familiare nemmeno ce ne accorgeremmo (per me il caffè che si versa...ricordi Maraptica?), le abbiano messo addosso un po' di sconforto e la voglia di tornare a casa...ho pensato "Ecco adesso puoi vedere cosa significa, adesso sono ca##i tuoi", ho pensato se lo meritasse, ho pensato fosse giusto.
So che se la caverà benissimo, è in gamba, ma la cosa mi ha fatto sentire soddisfatta.
In fondo non è nè migliore nè diversa da me.
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